«La cosa più incredibile è che con 180 km di fuga la foratura sia capitata
proprio in prossimità dell'arrivo - spiega uno sconsolato Sella dopo le lacrime
iniziali dettate dalla delusione - Stavo bene e i passaggi in testa sui tre Gpm
lo dimostrano. Preferivo giocarmela e magari perdere in volata da un bravissimo
Bosisio piuttosto che arrendermi così. Il Giro però non è finito: ora sono messo
bene in classifica ed ho la maglia verde da difendere e per vincere una tappa,
che oggi sarebbe stata una meravigliosa ciliegina sulla torta, c'è ancora
terreno».
“In mattinata avevamo concordato con i direttori
sportivi di provare a entrare in fughe con un certo numero di corridori, così
Spilak e io siamo andati in avanscoperta quando si è presentata l’occasione – ha
spiegato Szmyd – Penso di aver corso bene nella fuga, per poi tenere duro quando
sono stato ripreso dalla maglia rosa”.
Seconde linee in campo ma buon spettacolo nella 6° tappa del Giro, che ha portato alla ribalta come ieri una fuga da lontano. Matteo Priamo (CSF), uno delle belle novità delle ultime settimane, si è aggiudicato la tappa con una bella dimostrazione di forza, mentre Russ (Gerolsteiner) e Visconti (Quickstep) si sono confrontati per la conquista della maglia rosa, con il siciliano che ha avuto la meglio scrollandosi di dosso il tedesco proprio nelle ultime centinaia di metri. Per i big giornata tranquilla in attesa di una tappa già discretamente impegnativa come quella di domani.
Il Giro d’Italia, ogni anno, prima
del via subisce alcune modifiche non sostanziali. Concernono allungamenti o
accorciamenti di tappa, in ragione di problemi di viabilità o di sicurezza,
oppure per scelte tecniche, caso quest’ultimo riferibile alla 17.a tappa, di
mercoledì 28 maggio, che contemplava due difficoltà altimetriche - lo Spluga e
il San Bernardino - poste a metà frazione, in posizione non significativa. La
Direzione del Giro, constatato che meglio sarebbe stato offrire un’opportunità
in più per i velocisti nell’ultima settimana di corsa, ha stabilito una modifica
del percorso che elimina le due asperità, così che la Sondrio-Locarno dai
192 km
inizialmente previsti diventa di km 146, con un profilo altimetrico decisamente
alleggerito. Queste le altre tappe che subiscono modifiche nel chilometraggio:
Un percorso molto
esigente, quello del Giro d'Italia 2008 che è stato scoperto quest'oggi
a Milano. I tratti essenziali sono le quattro crono molto diverse una
dall'altra, i molti arrivi mossi della prima parte e i cinque tapponi
sulle Alpi. Un percorso che quindi si annuncia molto selettivo ed in
cui siagli scalatori che i passisti potranno avere diverse cartucce da
sparare, anche se secondo noi le salite si faranno sentire di più sulla
classifica rispetto alle crono.
Andiamo brevemente nel
dettaglio, che non si discosta di molto da quanto avevamo anticipato
nei giorni scorsi: partenza da Palermo con la cronosquadre di 28 km,
quindi una tappa molto ondulata con arrivo sullo strappo dei Mondiali
di Agrigento '94, ed un'altra favorevole ai velocisti (Milazzo), prima
di salutare la Sicilia.