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Aspettando il Giro d'Italia
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| Ancora una fuga, tappa a Priamo, rosa a Visconti |
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 15 maggio 2008 ) |
Nella foto il trionfo di Priamo - Bettiniphoto 6° tappa Peschici Seconde linee in campo ma buon spettacolo nella 6° tappa del Giro, che ha portato alla ribalta come ieri una fuga da lontano. Matteo Priamo (CSF), uno delle belle novità delle ultime settimane, si è aggiudicato la tappa con una bella dimostrazione di forza, mentre Russ (Gerolsteiner) e Visconti (Quickstep) si sono confrontati per la conquista della maglia rosa, con il siciliano che ha avuto la meglio scrollandosi di dosso il tedesco proprio nelle ultime centinaia di metri. Per i big giornata tranquilla in attesa di una tappa già discretamente impegnativa come quella di domani. La corsa è iniziata a spron battuto, con la media sui 48 per un paio d'ore ed una fuga che dopo una sessantina di km è riuscita ad evadere. Ad andarsene sono stati in 11: Priamo, Visconti, Russ, Trusov (Tinkoff), Nardello (Diquigiovanni), Backstedt (Slipstream), Gavazzi (Lampre), McCartney (CSC), Iglinsky (Astana), Alan Perez (Euskaltel) e Martens (Rabobank). Il gruppone a questo punto ha mollato e la fuga ha preso più di un quarto d'ora di vantaggio: la Liquigas ha già speso tanto nelle ultime tappe ed ha preferito non finirsi nell'inseguimento pur perdendo la maglia rosa, così come le squadre degli altri favoriti alla vittoria finale non si sono preoccupati della fuga. La Quickstep di Bettini, favorito di tappa, ha invece potuto contare sulla presenza davanti di Visconti e così l'azione degli 11 non ha trovato più resistenza da parte del gruppo che ha proceduto ad andatura regolare. Davanti sono iniziati anche i conti per la conquista della maglia rosa, con Russ primo nella classifica generale tra i fuggitivi tallonato a pochi secondi da Visconti. Il siciliano ha limato le distanze ad un traguardo volante con abbuoni, poi il tedesco gli si è incollato a ruota per non concedergli più nulla, una corsa nella corsa quella tra i due. Su un dentino ad una decina di km dall'arrivo di Peschici, si è decisa la corsa, con Priamo che ha accelerato deciso e solo il basco Alan Perez che ha ribattuto all'azione. Il duo ha preso una trentina di secondi e la corsa si è risolta tra di loro, con gli altri che sono usciti alla rinfusa con tentativi isolati ed infruttuosi e Visconti infastidito dall'onnipresente Russ. Sull'ultimo km in leggera salita verso il traguard o di Peschici, Priamo non ha avuto tentennamenti: ha guidato senza spremersi eccessivamente e poi sul rettilineo finale ha preso ciclisticamente a schiaffoni il malcapitato Perez. Una bella vittoria per il ragazzo di Reverberi, che ha dimostrato un'ottima consistenza sul grande palcoscenico dopo le vittorie recenti in Turchia. Trusov è uscito per la terza piazza, ma ad infiammare le ultime battute è stato l'assalto di Visconti alla maglia rosa: il siciliano ha finito alla grande lasciando sul posto Russ e conquistando i 7'' che lo separavano in classifica dal tedesco. Parità per la maglia rosa, quindi, con i centesimi di secondo che hanno arriso a Visconti. Un bel modo di ripartire per il campione d'Italia che aveva iniziato il Giro non benissimo, sempre in posizioni poco nobili. Il gruppo, arrivato a 11', non ha offerto sussulti, ma da domani si comincerà a scoprire qualche carta. Non saranno quelle pesanti, ma qualcosa di interessante nella tappa abruzzese si comincerà a vedere. Soler e Leipheimer in leggero ritardo Nonostante il gruppo abbia affrontato l'ultimo km in salita verso Peschici a velocità non straordinaria si sono verificati dei frazionamenti in cui sono incappati anche due uomini di peso, Soler e Leipheimer. Soler ha perso 14'' dal gruppo, Leipheimer 23''. Certo non è un buon segnale perchè in questa situazione non sembrava difficile tenere le ruote del gruppo che non era in bagarre.
DICHIARAZIONI Riccardo Riccò: “Quando le tappe si decidono con queste
fughe, c’è poco da fare. Oggi, se c’era una squadra che doveva tirare, non era
certo la nostra. Io avevo in testa
soprattutto la tappa di domani che cercherò di vincere. Il dolore alla mano è ormai sparito, per cui non ho
attenuanti. E’ un tracciato che ho studiato con grande attenzione. Credo
che, nel bene come nel male, domani sera le gerarchie di questo Giro
cominceranno a delinearsi con maggiore chiarezza”. “Sono soddisfatto per essere riuscito a centrare la fuga buona, speravo però di
ottenere qualcosa di più – questa l’analisi di Gavazzi, che ha poi spiegato – Nei giorni scorsi ho avuto dolori al tendine di una caviglia, problema insorto
dopo la caduta della 2^tappa: oggi il dolore è quasi sparito e ho potuto
pedalare bene. Quando nel finale è partito Priamo e Perez sono partiti ho
provato a seguirli e quasi li aggancio, poi però non ho avuto più la lucidità
per rientrare su di loro in salita”.
“Oggi ero molto motivato –
ha detto un radioso Visconti -. Questa mattina sul pullman della squadra tutti i
compagni mi hanno spronato a tentare
l’impresa di indossare la maglia rosa. Abbiamo affrontato le prime due ore a
ritmi altissimi cercando di guadagnare il più possibile sul gruppo. Un
ringraziamento speciale va al mio direttore sportivo Davide Bramati che mi ha
guidato dall’ammiraglia in modo eccezionale sia in occasione del traguardo
volante con abbuoni dove sono riuscito a conquistare 6 secondi che nel finale
della corsa quando si è scatenata la bagarre per la vittoria di
tappa”. Nel finale di tappa a
circa 20 km dal traguardo il corridore del Team QUICK STEP si è disinteressato
della lotta per la vittoria di tappa cercando di concentrarsi esclusivamente
sulla conquista della maglia rosa. “Eravamo in due a giocarci
il primato in classifica – dice Visconti - , io e il tedesco Russ del team
Gerolsteiner. Lui si è incollato alla mia ruota e a quel punto io ho badato solo
a guadagnare il margine necessario per vestire la maglia rosa. Negli ultimi 350
metri ha dato tutto me stesso cercando di guadagnare più secondi possibile. Sono
stati i 350 metri nei quali sono andato più forte nella mia vita. Ad inizio giro
in Sicilia sono stato un po’ bloccato dall’emozione e anche dalla sfortuna che
adesso mi sono lasciato alle spalle. Dopo il traguardo mi sono accorto che un
chiodino si era conficcato nel mio copertoncino senza causare una foratura.
Forse adesso la fortuna è dalla mia parte”.
Grande soddisfazione per
il giovane corridore del Team QUICK STEP che con questo risultato è riuscito anche ad
indossare la maglia bianca destinata al miglior giovane in
classifica. “Per me era già una grande
soddisfazione correre il Giro d’Italia – spiega Visconti - , che quest’anno è partito dalla mia
Sicilia, indossando la maglia di campione nazionale. Adesso indossare anche la
maglia rosa è come avere realizzato un altro sogno ad occhi aperti. Dedico
questo grande risultato alla mia fidanzata Katy che è l’unica che riesce a
sopportarmi sempre nonostante qualche volta il mio carattere sia un po’
difficile”. Alan Perez, Euskaltel: "Sono soddisfatto perchè è la prima volta che arrivo a giocarmi la vittoria in una corsa importante. Certo, resta un po' di amaro in bocca per il 2° posto, ma Priamo è stato più forte di me. Sapevamo che poteva andare via la fuga, così siamo stati attentissimi fin dall'inizio: prima Landaluze è entrato in un'azione, poi io. Ora sono 4° in classifica ma non do molto peso a questo, il mio Giro sarà soprattutto in aiuto a Koldo Fernandez, il nostor velocista che sta andando bene" 26 anni compiuti il 20 marzo 1982, nato a Poggiana di Riese Pio X (Treviso) e
residente a Riese Pio X, passista veloce con particolari attitudini verso gli
sprint a ranghi ristretti (così ha vinto una tappa del Circuit de Lorraine lo
scorso anno e le due tappe al Presidential Cycling Tour of Turkey lo scorso
aprile), Matteo Priamo s'è regalato sotto lo striscione d'arrivo di Peschici la
vittoria in una tappa del Giro d'Italia alla prima partecipazione: «Ancora non
ci credo, mi sembra impossibile. Appena due giorni fa pensavo di dovermi
ritirare, viste le botte patite nella caduta di Catanzaro Lido, ed invece sono
qui a festeggiare il successo di tappa - spiega Priamo appena dopo l'arrivo -
Nei gruppi ristretti ho sempre fatto bene e potevo aspettare anche la volata, ma
mi sentivo bene ed ho provato ad attaccare ad 11 km dall'arrivo. Mi ha seguito
solo Pérez Lezaun, che all'arrivo mi ha lasciato fare la mia volata facendomi
partire ai 200 metri. È andata come speravo e come sognavo: una tappa al Giro,
difatti, è il mio sogno sin dall'età di 7 anni, quando ho iniziato ad andare in
bici nella categoria G2». Priamo dedica questa vittoria alla squadra, alla mia
famiglia ed all'amico Maximiliano Richeze: «Sono anni che ci alleniamo insieme e
gli voglio un bene dell'anima. Spero vivamente possa uscire pulito dalla vicenda
che lo ha coinvolto gli scorsi giorni».
Classifica di tappa
Classifica generale
Classifica GPM maglia verde
Classifica giovani maglia bianca
Alessandro
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