Ciclismo, Giro d'Italia 2008 Contador vince il Giro d'Italia 2008, sul podio Ricco' e Bruseghin - Giro d'Italia

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Contador vince il Giro d'Italia 2008, sul podio Ricco' e Bruseghin Stampa E-mail
Ultimo aggiornamento ( martedì 03 giugno 2008 )
 
Scritto da carlo, 01-06-2008 12:34
Pagina vista 129    

E' Alberto Contador il vincitore della 91esima edizione del Giro d'Italia. Nella classifica generale il ciclista spagnolo trionfa portando il suo vantaggio su Riccardo Riccò da 4" a 1'57", grazie alla crono conclusiva. Completa il podio Bruseghin che è terzo con soli 2" di vantaggio sul quarto che è Pellizotti.

L'ultima tappa a crono da Cesano Maderno a Milano di 28,5km è andata a Marco Pinotti che conclude in 32'45" davanti al tedesco Martin che arriva a 7" e al russo Ignatiev a 10". Indietro tutti gli uomini di classifica, complici le mutate condizioni del vento. Il migliore classificato nella crono è Contador che arriva 11esimo a 39", poi Pellizotti a 1'30" e Bruseghin a 1'33". Solo 68esimo Riccardo Riccò  che arriva staccato di 2'32".

DICHIARAZIONI

Sono trascorsi ventitre giorni dalla partenza di Palermo; 3.430 i chilometri percorsi dai;19.700  metri il dislivello affrontato. Il Team Liquigas arriva al traguardo finale del 91° Giro d’Italia con un bottino invidiabile: quattro tappe vinte, la maglia ciclamino con Bennati, quarto posto a Milano (a soli 2’’ dal terzo gradino) e quattro giorni in  rosa per Pellizotti, più la classifica a punti Super Team. «Questi risultati dimostrano la nostra concretezza» afferma soddisfatto il team manager Roberto Amadio «e ci confermano tra le squadre di vertice dopo la vittoria dell’anno scorso». Un successo ottenuto da un gruppo solido e unito, con due leader capaci di grandi imprese, Bennati e Pellizotti. «Daniele ha mostrato tutta la sua professionalità e bravura, vincendo la classifica a punti in un Giro dedicato agli scalatori. Di Franco conosciamo la determinazione: ha vinto una tappa storica e vestito la maglia rosa. Si è così confermato una pedina fondamentale per la Liquigas». Menzione speciale pure per Vincenzo Nibali «che ha migliorato il risultato dell’anno scorso e confermato i costanti progressi. Sarà il futuro del ciclismo italiano nelle grandi corse a tappe».

Il sorriso più grande lo regala Daniele Bennati, protagonista negli arrivi in volata. Il velocista toscano confessa: «Sono venuto con l’obiettivo minimo di una tappa e ne porto a casa tre. A questo aggiungo una maglia ciclamino che, all’inizio, non speravo di riuscire a portare fino a Milano: non posso veramente chiedere di più». Ma Bennati si è dimostrato un campione non solo in bicicletta: verranno ricordati, infatti, i suoi gesti di sportività a Catanzaro ed a Cittadella. Il suo sguardo, dopo la trasferta negli Stati Uniti per il Philadelphia International Championship, sarà rivolto al Tour de France: «Cercherò di portare a casa più tappe possibile e di conquistare la maglia verde a punti. Un traguardo ambizioso ma, grazie al supporto della Liquigas, non impossibile».

”E’ un Giro che ci ha visto protagonisti dal primo all’ultimo giorno e non vorrei peccare di presunzione – dice Orlando Maini, Ds Tinkoff -. Una corsa ricca di soddisfazioni per noi in cui siamo stati capaci di raccogliere due bellissime vittorie di grande spessore. Fatto fuori dalla sfortuna Brutt per caduta e il velocista Loddo per ritiro – continua Maini- sulle Dolomiti abbiamo scoperto un immenso Kiryenka e un tenace Trusov che ci hanno permesso di sederci al tavolo dei migliori”. Qualche delusione? “Nessuna in particolare ma qualche rammarico sì…L’abbandono di Loddo e un Giro in chiaroscuro di Mazzanti e Petrov dai quali sinceramente ci aspettavamo molto di più”.

Riccardo Riccò: “Io al Tour de France? Per adesso vado in vacanza quindici giorni in Sardegna. Sono morto sia di testa che di gambe. Io ho un caratteraccio? Lo so, a volte prima di parlare, dovrei contare fino a dieci, ma non è facile, mi si chiude la vena e poi dico cose di cui mi pento. Sono fatto così, ma spero di maturare col tempo. Vorrei ringraziare comunque tutta la squadra, da Pietro Algeri all’ultimo dei meccanici, per il sostegno e la collaborazione che mi hanno dato in questo Giro d’Italia. Ho molti rimpianti in questo Giro, perché la sorte non è stata dalla mia parte, ma voglio dare a tutti appuntamento al prossimo Giro d’Italia, quando – con un anno d’esperienza in più – ne sono convinto, sarà molto più difficile battermi”.

“Ci siamo sempre comportati bene negli sprint” dice il direttore sportivo della Milram Antonio Bevilacqua “sfiorando il successo a Milazzo con Zabel. Ci manca in verità una tappa vinta, ma non tutte le ciambelle possono riuscire col buco. In verità a San Vincenzo, a mio modesto parere, se non avessero chiuso la traiettoria a Zabel negli ultimi metri avremmo anche potuto conquistare la frazione. Comunque, i ragazzi hanno sempre gestito gli sprint in modo eccelso facendo vedere, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che in questo momento sono i più bravi in questo genere di esercizio.”.

Oscar Pellicioli, secondo direttore sportivo Milram al Giro d’Italia: “Un plauso ai nostri ragazzi che oltre a dimostrare il loro valore negli arrivi in volata, sono stati in grado di tenere duro nelle tante frazioni di montagna e ai tanti chilometri di trasferimenti dopo le tappe. Cosa non facile come potrebbe pensare qualcuno in un primo momento. Lo testimonia il ritiro di una sessantina di atleti da questo Giro”

 

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