| Scritto da carlo, 01-06-2008 12:34 |
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E' Alberto Contador il vincitore della 91esima edizione del Giro
d'Italia. Nella classifica generale il ciclista spagnolo trionfa portando il suo
vantaggio su Riccardo Riccò da 4" a 1'57", grazie alla crono
conclusiva. Completa il podio Bruseghin che è terzo con soli 2" di vantaggio sul quarto che è
Pellizotti.
L'ultima tappa a crono da Cesano Maderno a Milano di 28,5km è andata a Marco Pinotti che conclude in 32'45" davanti al tedesco Martin che arriva a 7" e
al russo Ignatiev a 10". Indietro tutti gli uomini di classifica, complici le
mutate condizioni del vento. Il migliore classificato nella crono è Contador che arriva 11esimo a 39", poi
Pellizotti a 1'30" e Bruseghin a 1'33". Solo 68esimo Riccardo Riccò che arriva staccato di 2'32".
DICHIARAZIONI
Sono trascorsi ventitre giorni dalla partenza di Palermo;
3.430 i chilometri percorsi dai;19.700
metri il dislivello affrontato. Il Team Liquigas arriva al traguardo
finale del 91° Giro d’Italia con un bottino invidiabile: quattro tappe vinte, la
maglia ciclamino con Bennati, quarto posto a Milano (a soli 2’’ dal terzo
gradino) e quattro giorni in rosa per
Pellizotti, più la classifica a punti Super Team. «Questi risultati dimostrano la nostra
concretezza» afferma soddisfatto il team manager Roberto Amadio «e ci confermano tra le squadre di vertice
dopo la vittoria dell’anno scorso». Un successo ottenuto da un gruppo solido
e unito, con due leader capaci di grandi imprese, Bennati e Pellizotti. «Daniele ha mostrato tutta la sua
professionalità e bravura, vincendo la classifica a punti in un Giro dedicato
agli scalatori. Di Franco conosciamo la determinazione: ha vinto una tappa
storica e vestito la maglia rosa. Si è così confermato una pedina fondamentale
per
la
Liquigas». Menzione speciale pure per Vincenzo Nibali «che ha migliorato il risultato dell’anno
scorso e confermato i costanti progressi. Sarà il futuro del ciclismo italiano
nelle grandi corse a tappe».
Il sorriso più grande lo regala Daniele Bennati,
protagonista negli arrivi in volata. Il velocista toscano confessa: «Sono venuto con l’obiettivo minimo di una
tappa e ne porto a casa tre. A questo aggiungo una maglia ciclamino che,
all’inizio, non speravo di riuscire a portare fino a Milano: non posso veramente
chiedere di più». Ma Bennati si è dimostrato un campione non solo in
bicicletta: verranno ricordati, infatti, i suoi gesti di sportività a Catanzaro
ed a Cittadella. Il suo sguardo, dopo la trasferta negli Stati Uniti per il
Philadelphia International Championship, sarà rivolto al Tour de France: «Cercherò di portare a casa più tappe
possibile e di conquistare la maglia verde a punti. Un traguardo ambizioso ma,
grazie al supporto della Liquigas, non impossibile».
”E’ un Giro che ci ha visto
protagonisti dal primo all’ultimo giorno e non vorrei peccare di presunzione –
dice Orlando Maini, Ds Tinkoff -. Una corsa ricca di soddisfazioni per noi in cui siamo stati
capaci di raccogliere due bellissime vittorie di grande spessore. Fatto fuori
dalla sfortuna Brutt per caduta e il velocista Loddo per ritiro – continua
Maini- sulle Dolomiti abbiamo scoperto un immenso Kiryenka e un tenace Trusov
che ci hanno permesso di sederci al tavolo dei migliori”. Qualche delusione?
“Nessuna in particolare ma qualche rammarico sì…L’abbandono di Loddo e un Giro
in chiaroscuro di Mazzanti e Petrov dai quali sinceramente ci aspettavamo
molto di più”.
Riccardo Riccò: “Io al Tour de France? Per adesso vado in
vacanza quindici giorni in Sardegna. Sono morto sia di testa che di gambe. Io ho
un caratteraccio? Lo so, a volte prima di parlare, dovrei contare fino a dieci,
ma non è facile, mi si chiude la vena e poi dico cose di cui mi pento. Sono
fatto così, ma spero di maturare col tempo. Vorrei ringraziare comunque tutta la
squadra, da Pietro Algeri all’ultimo dei meccanici, per il sostegno e la
collaborazione che mi hanno dato in questo Giro d’Italia. Ho molti rimpianti in
questo Giro, perché la sorte non è stata dalla mia parte, ma voglio dare a tutti
appuntamento al prossimo Giro d’Italia, quando – con un anno d’esperienza in più
– ne sono convinto, sarà molto più difficile battermi”.
“Ci siamo sempre
comportati bene negli sprint” dice il
direttore sportivo della Milram
Antonio Bevilacqua “sfiorando il successo
a Milazzo con Zabel. Ci
manca
in verità una tappa vinta, ma non tutte le ciambelle possono riuscire
col buco. In verità a San Vincenzo, a mio modesto parere, se non avessero chiuso
la traiettoria a Zabel negli ultimi metri avremmo anche potuto conquistare
la frazione.
Comunque, i ragazzi hanno sempre gestito gli sprint in modo
eccelso facendo vedere, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che in questo
momento sono i più bravi in questo genere di esercizio.”.
Oscar
Pellicioli, secondo direttore sportivo Milram al Giro
d’Italia: “Un plauso ai nostri
ragazzi che oltre a dimostrare il loro valore negli arrivi in volata, sono stati
in grado di tenere duro nelle tante frazioni di montagna e ai tanti chilometri
di trasferimenti dopo le tappe. Cosa non facile come potrebbe pensare qualcuno
in un primo momento. Lo testimonia il ritiro di una sessantina di atleti da
questo Giro”
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