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| Crono a Bruseghin; Contador e Simoni si lanciano |
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 20 maggio 2008 ) |
Nella foto Marzio Bruseghin verso l'arrivo di Urbino - Bettiniphoto 10° tappa Urbino (Cronometro) Tutto rimescolato dalla tappa a cronometro, con diverse situazioni a sorpresa. Innanzitutto Kloden (Astana) non ha sfondato, finendo battutissimo da un eccellente Bruseghin (Lampre) che ha incamerato la tappa con una condotta di gara intelligente. Soprattutto è stata la giornata di Contador (Astana) e Simoni (Diquigiovanni) che si sono espressi su livelli altissimi: lo spagnolo può porsi come leader assoluto della sua squadra e il trentino si candida ad una grande finale dall'alto di una delle migliori prove contro il tempo della sua lunga carriera. Il grande sconfitto è stato Di Luca (LPR), che forse ha pagato la tattica troppo aggressiva delle prime tappe in cui ha speso molto, troppo per un corridore che non sembra al 100% come invece era l'anno scorso. La crono si è svolta tra scrosci di pioggia su un percorso molto bello, con una prima metà piana, una seconda tutta a saliscendi e l'arrivo in pavè nell'elegante Urbino. Bruseghin è partito lentamente, poi ha cambiato marcia a partire dalla salitella di Colbordolo ed ha finito in grande crescendo volando gli ultimi km. A dimostrazione dell'eccellente distribuzione delle forze del veneto è il fatto che Bruseghin non ha segnato il miglior parziale in nessun intertempo, ma alla fine il suo crono al traguardo è stato il migliore. Tra i più attesi Kloden ha dato buoni segnali nella prima parte, transitando in testa a metà percorso, in cima alla salita di Colbordolo, con 8'' su Bruseghin, ma da qui si è un po' spento senza dimostrare tutta quella potenza che ci si aspettava. Un Kloden così così, quindi, mentre molto grigia è stata la prestazione del suo compagno Leipheimer (Astana). Insomma per gli Astana che pensavano di fare sfracelli dare distacchi da calendario in questa crono, la situazione si è rivelata molto più complessa del previsto. A risollevare la squadra e porre una serissima candidatura al ruolo di leader è arrivato Alberto Contador, che nonostante la microfrattura al gomito, non è sembrato patire neanche alzandosi sui pedali, ed anzi è sembrato in grado di dare accelerate come nei giorni migliori. Ed il tempo lo ha confermato: lo spagnolo è stato a braccetto dei migliori su tutti i parziali, passando in testa al penultimo. Nel finale però uno scroscio di pioggia e la forza di Bruseghin l'hanno costretto ad accontentarsi di una comunque straordinaria 2° posizione, ad 8'' dal veneto. E se Contador è più forte di Kloden e Leipheimer a cronometro... Chi ha stupito poi è stato Simoni: il trentino è partito discretamente, ma ha sparato tutto da metà percorso e sui tratti in salita è andato davvero forte. Mai visto un Simoni così competitivo a cronometro con un campo partenti così qualificato. Alla fine il suo ritardo è stato di appena 1'02'', ma molto meno da Kloden, alla pari di Leipheimer e dando schiaffoni a Riccò (Saunier Duval) e soprattutto Di Luca. L'abruzzese ha patito più di tutti la giornata perdendo ben 2'11'': forse il suo Giro è stato troppo garibaldino fin qui ed avrebbe dovuto gestirsi meglio. Sufficiente la prova di Riccò, che è stato condizionato da una scivolata nella prima metà e poi ha viaggiato abbastanza bene in salita, limitando il distacco a 2'04''. Un distacco minore del previsto, ma in una crono che ha dato per tutti dei ritardi meno rilevanti di quanto ci si potesse attendere. Per il resto è stato buono Nibali (Liquigas), che ha pagato un po' la salita di Colbordolo ma complessivamente non è stato male, Menchov (Rabobank) discreto a 46'' e molto sfortunato Savoldelli (LPR) che ha perso parecchio tempo per un salto di catena a poche centinaia di metri dall'arrivo chiudendo a 44''. Ottimo Pinotti (High Road) che è partito fortissimo sfruttando anche un momento meteorologicamente favorevole ed ha chiuso 4°. Visconti (Quickstep) ha tenuto agevolmente la maglia rosa con una bella crono e probabilmente arriverà con i simboli del primato fino a sabato. Per quanto riguarda invece chi vuole vincerlo il Giro, Contador ha preso una posizione privilegiata con questa grande crono con quasi 1' su Kloden, 1 e 10 su Savoldelli, 1 e mezzo su Riccò e Di Luca, 2 su Menchov e Simoni. Una situazione che, con le montagne che si avvicinano, si dipana in maniera interessante e pone il dubbio sulla leadership di alcune squadre, su tutte Astana e LPR. Certo è che gli specialisti della crono non hanno avuto in dono da questa giornata granchè e che le montagne sono ancora tutte da scalare. Riccò e Simoni soprattutto, quindi, hanno tutto il terreno per cercare debolezze in questo Contador su cui permangono dei dubbi sulla tenuta alla distanza. DICHIARAZIONI
Alberto Contador: "Sia le sensazioni che il risultato sono stati meglio del previsto, Continuo il Giro pensando di giorno in giorno, senza eccessive pressioni. Continueremo con la stessa tattica che era prevista, abbiamo due opzioni molto buone, io e Kloden, e continueremo così" Riccardo
Riccò: "Anche stavolta sono caduto e non
certo per l’asfalto scivoloso o per imprudenza. A farmi cadere è stato il
guantino della mano sinistra che si è impigliato in una leva. A quel punto, mi
sono disunito e sono finito a terra, sbattendo con la gamba e con il gomito. Non
credo di aver riportato grandi conseguenze, però ho perso almeno 45 secondi,
questo significa che, senza quell’incidente, sarei arrivato a poco più di un
minuto da Bruseghin. Sono
felice perché sono andato molto bene
e questo conferma la mia ottima condizione, ma ero anche amareggiato
perché, senza la caduta, sarei stato vicinissimo agli specialisti della crono.
Oggi, in testa, mi frulla una domanda: come mi sentirò se dovessi perdere questo
Giro per un minuto? Comunque sia, avevo detto alla vigilia che sarei stato
soddisfatto se fossi arrivato con un ritardo di due minuti dal vincitore e,
dunque, per 4 secondi in più, non posso
prendermela più di tanto, anche perché chi aveva annunciato che avrebbe
stracciato tutti – come Kloden – mi pare non abbia fatto il marziano. A risollevarmi il morale c’è l’aria di Romagna,
la mia seconda casa. Oggi ci aspetta una tappa durissima, peccato solo che il
monte Carpegna sia collocato a metà tracciato, altrimenti su quella salita, ci
sarebbe stata una selezione impressionante. Sono strade che conosco molto bene,
perché lì mi alleno durante l’inverno. Sono le strade di un campione immortale
che oggi vorrei onorare nel modo che merita, perché salendo su quelle salite
sarà impossibile non pensare a Marco Pantani”. Classifica di tappa
Classifica generale
Classifica a punti Maglia ciclamino
Classifica GPM Maglia verde
Classifica giovani Maglia bianca
Alessandro
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Pronostici
21° tappa Milano, crono: Puntiamo su Bruseghin, poi Contador. Come outsider Pinotti, Savoldelli, Millar









