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Nella foto: ad Agrigento vince un super Riccò - Bettiniphoto 2° tappa Agrigento
Non è corridore da mezzi termini Riccardo Riccò (Saunier Duval) e alla prima occasione ha subito fatto vedere a quale ruolo ambisce per questo Giro. Il traguardo di Agrigento, con i suoi ultimi 3 km in salita, non dura ma costante, ha portato alla ribalta i grossi calibri scoprendo che in mezzo a tanta magnificenza straniera i nostri corridori sono ancora in primissima fila. Molto bene Di Luca e Savoldelli (LPR), così come Pellizotti (Liquigas) che ha la grande gioia di sfilare per 1’’ la maglia rosa a Vandevelde (Slipstream). La corsa fino allo strappo finale non aveva offerto moltissimo: una lunga fuga di Loosli (Lampre) e Roy (FdJeux) si è arenata miseramente quando quest’ultimo ha rifiutato di dare cambi al compagno d’avventura svizzero. Mancavano ancora 60 km all’arrivo, con un vantaggio di 6’: le speranze di successo erano pochissime, ma rinunciare così non è certo da veri corridori. La Slipstream ha condotto la tappa piuttosto blandamente, visto l’andamento della corsa, e l’unico problema per la squadra americana trionfatrice della crono è stata la caduta di Zabriskie in prossimità di un passaggio a livello. Per il passistone a stelle e strisce il Giro si è concluso mestamente lì. All’ingresso del circuito finale di 13 km con il doppio assalto alla salitella di Agrigento la LPR ha preso decisamente in mano la situazione e senza scatti ha dimezzato il gruppo. Tutto però si è deciso nella scalata finale, con ancora gli uomini di Di Luca a darci dentro. L’attacco però è stato di Joaquim Rodriguez (Caisse d’Epargne) che ha sparato di rapportane in vista dell’ultimo km. Un grande Savoldelli si è subito incaricato dell’inseguimento del ridottissimo primo gruppo, mentre Bettini (Quickstep) alzava bandiera bianca. Il Falco bergamasco è piombato su Rodriguez sul rettilineo finale lanciando la volata per il successo con Riccò che ha avuto nettamente la meglio su Di Luca. Bravissimo come sempre Rebellin (Gerolsteiner), sempre ad un passo dalla vittoria, e soprattutto Pellizotti che di misura soffia la maglia rosa a Vandevelde, giunto in leggero ritardo. Qualche altra nota: Bettini abbastanza male, forse avrà bisogno di qualche giorno per trovare il passo giusto, mentre è stata ottima la prova d’insieme della LPR che si conferma squadra molto attrezzata con la supercoppia Savoldelli-Di Luca che ha dato un primo segnale di eccellente intesa. Tra l’altro non è usuale vedere Savoldelli così a proprio agio su un arrivo da scattisti, e quindi attenzione! Non bene Simoni (Diquigiovanni) che soffre arrivi così, ma ha perso ben 20’’, un po’ troppi, e quasi 1’ per Soler (Barloworld) che però ha lamentato una caduta ad inizio tappa e sarà da valutare come condizioni fisiche. Kloden (Astana) ha invece pagato 8’’, Contador (Astana) e Menchov (Rabobank) 10’’, tutto nella norma qui. E domani spazio ai velocisti, McEwen, Bennati, Zabel, Loddo, Forster, Cavendish… una volata da attendere con curiosità vista l’assenza di una squadra faro come era sempre negli anni passati.
Roberto Amadio, Team manager Liquigas: «Nibali sarebbe partito se qualcuno
avesse provato la fuga nel finale, mentre Franco avrebbe tentato la volata in
caso di arrivo di gruppo. Entrambi sono stati grandi e ora difenderemo con forza
questa maglia. Siamo qui per provare a bissare il successo del
2007». Franco Pellizotti: «Non mi nascondo, vorrei vestire questo
colore anche a Milano sul podio finale. La squadra è molto motivata e
desideriamo onorare il Giro della nostra Italia. Personalmente, poi, ho tanta
voglia di dimostrare, agli altri ed a me stesso, di essere veramente forte».
Da domani, quale comportamento manterrà il team? «Vedremo giorno per giorno: siamo solo alla
seconda tappa, ma non riusciranno a toglierci questa maglia con
facilità». "Ho provato l'attacco dopo la prima salita ed è andata bene - ha spiegato Loosli - Con Roy l'accordo è stato buono, infatti abbiamo guadagnato un bel vantaggio, purtroppo a un certo punto è mancata la collaborazione. Peccato, perchè nelle corse non si sa mai: chi lo dice che non saremmo arrivati in fondo? Alla maglia rosa però non ho proprio pensato". Joaquim Rodriguez: "Il finale di questa tappa mi si addiceva molto. Siamo stati molto attenti negli ultimi km, poi ho attaccato nel pezzo più duro, come avevo previsto. Pensavo davvero di potercela fare, ma purtroppo dietro sono rinvenuti molto forte. Era la prima tappa in linea e quindi erano tutti desiderosi di far bene. Ci saranno altre occasioni in questo Giro, ci riproverò" Classificadi tappa
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