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| Sfreccia Cavendish, applausi a Verbrugghe |
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| Ultimo aggiornamento ( mercoledì 14 maggio 2008 ) |
Nella foto la netta vittoria di Cavendish - Bettiniphoto 4° tappa Lido di Catanzaro L'uomo dell'isola di Man ha colpito per la prima volta in un grande Giro. Mark Cavendish (High Road), il giovanissimo sprinter britannico, campione su pista, che recentemente aveva battuto Boonen in Belgio, si è confermato grandissimo talento emergente, facendo sua la 4° tappa del Giro con una volata maiuscola. La gloria della giornata va però divisa con Rik Verbrugghe (Cofidis), autore di una fuga solitaria che per un po' ha dato l'illusione di essere vincente, e sarebbe stata una vera e propria impresa. Alle prime pedalate di giornata, la prima in continente dopo la tre giorni siciliana, Verbrugghe ha salutato tutti iniziando la sua avventura solitaria. Il belga ha tenuto un bel ritmo superando la lunga e facile salita di Pietra Spada per involarsi poi sulla litoranea jonica. Il gruppo ha concesso un certo margine, sugli 11'', ma soprattutto ha atteso parecchio prima di dare una scossa all'inseguimento, con il vantaggio che per un bel po' è calato molto lentamente, anche perchè la Liquigas di Bennati, il velocista principe, non ha preso in mano la situazione avendo anche uomini di classifica da salvaguardare. Così Verbrugghe è arrivato ad una cinquantina di km dal traguardo con ancora un vantaggio sugli 8' che ha fatto aprire una consistente possibilità di vittoria per lui. Il gruppo qui però ha dato l'accelerata attesa, soprattutto per merito della Milram, coadiuvata da Tinkoff e Euskaltel. Sul falsopiano che preannunciava la salitella verso Catanzaro il belga ha sofferto tantissimo e la sua sorte è apparsa segnata, così quando la Barloworld e poi la Quickstep hanno preso le redini del gruppo sulla facile ascesa, Verbrugghe ha dovuto alzare bandiera bianca proprio alla vetta. Sotto il ritmo di Bettini & c. il gruppo si è spezzato, con Cavendish rimasto nella seconda parte, ma nella veloce discesa verso il Lido di Catanzaro tutto si è ricompattato ed anche una breve fuoriuscita del campione del mondo non è stata produttiva. La Milram ha preso ancora l'iniziativa nell'ultimo km, ma il finale è stato segnato da una maxicaduta, in cui Nuyens (Cofidis) con una sbandata, forse per una toccata di un altro corridore, si è visto arrivare addosso almeno una decina di uomini. Gli sprinter sono rimasti davanti a giocarsi la tappa, con Bennati che ha anticipato Zabel, ma Cavendish che ha rimontato fortissimo alle sue spalle uscendo nelle ultime decine di metri come una fucilata e andando a vincere largamente. Bennati ha finito per essere sorpassato anche da Forster. Per Pellizotti (Liquigas) un altro giorno in rosa, con l'attesa di una tappa più insidiosa, quella di domani a Contursi Terme, simile a quella di domenica. Gli acciaccati Sembra evolversi favorevolmente la situazione degli acciaccati di lusso di queste prime tappe: Soler ha pedalato costantemente nelle prime posizioni e sembra iniziare a muoversi con maggior scioltezza. Anche per Riccò la situazione è un po' migliore di quel che si temeva, ma domani, con il finale movimentato di Contursi, se ne avrà una riprova più probante I corridori contro i trasferimenti E' stata una giornata dura quella di ieri al Giro. Non solo per la tappa, caratterizzata dalle cadute, ma soprattutto per quello che è avvenuto dopo, con il lungo trasferimento in traghetto verso la Calabria. I corridori hanno raggiunto l'albergo a tarda ora, verso le 22-23 e di questo si sono lamentati stamane alla partenza. La questione è abbastanza complessa: l'organizzazione delle corse a tappe ha bisogno di andare a mettere le tende dove ci sono le richieste più consistenzi (anche, se non soprattutto, in termini economici) e da questo hanno un beneficio (economico) anche i corridori. Quindi intascare premi in denaro portati dalle città del Giro e poi lamentarsi dei trasferimenti è quantomeno inutile. Piuttosto sarebbe sensato proporre le tappe che vengono prima di un trasferimento corposo ad un orario un po' anticipato, per esempio con l'arrivo alle 16, per permettere comunque ai corridori un maggior riposo DICHIARAZIONI «Nuyens ha fatto una cosa da fuori di testa - spiega Dall'Antonia a caldo - Eravamo tutti in fila indiana e lui voleva infilarsi in uno spazio che non c'era, tra McEwen ed il sottoscritto. Così con la ruota anteriore ha toccato la ruota posteriore dell'australiano ed è venuto ad intruppare il mio manubrio. In quel momento ha perso il controllo della bici e ci ha tirati giù sull'asfalto». Dall'Antonia e Priamo hanno concluso la tappa nonostante le botte alla coscia e all'anca sinistra e le escoriazioni sul gluteo destro per il primo e le botte al gomito e anca destra, gamba sinistra e il dolore dietro al collo per il secondo. Non dovrebbero esserci guai seri, anche se si attende ancora il responso medico per stabilire l'entità degli infortuni.
Riccardo Riccò, Saunier Duval: “Durante la
corsa ho provato dolore alla mano, ma ho stretto i denti e, alla fine, sono
arrivato regolarmente al traguardo. Speriamo che il dolore passi presto,
altrimenti sulle montagne, quando dovrò alzarmi sui pedali e spingere sul
manubrio, potrei avere qualche problema. Ho visto la caduta davanti a me e ho
pensato che, anche stavolta, in un modo o nell’altro ci sarei finito in mezzo,
invece per fortuna sono sfilato senza conseguenze”. Pietro Algeri, DS Saunier Duval: “Riccò ha
sofferto, ma in fondo ce l’aspettavamo. Lo avevo avvertito che, per almeno un
paio di giorni, avrebbe sentito dolore. In ogni caso, per lui non abbiamo
previsto alcun esame radiografico”. Christian Henn, Ds Gerolsteiner: "Ogni giorno siamo piazzati, stiamo andando bene, ci stiamo avvicinando alla vittoria. Soprattutto oggi Forster è stato guidato bene nel finale e questo gli ha permesso di sprintare per la vittoria" “La condizione che avevo ieri era migliore, ma oggi sono riuscito a disputare lo
sprint – ha spiegato Mirko Lorenzetto – I miei compagni mi hanno aiutato a presentarmi
sul rettilineo finale in buona posizione e questo ha contribuito ad evitare di
rimanere coinvolto nella caduta che ha spezzato il gruppo. Quando è partito
Bennati, ho provato ad aumentare la velocità, ma Cavendish è andato davvero
forte”. Classifica di tappa Classifica generale
Maglia ciclamino a punti
Maglia verde GPM
Maglia bianca giovani
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