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| Via libera a Sella, il Menchov che non t'aspetti |
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| Ultimo aggiornamento ( sabato 24 maggio 2008 ) |
Nella foto Menchov parte in progressione - Bettiniphoto 14° tappa Alpe di Pampeago C'è stata doppia corsa nella prima tappa di montagna del Giro d'Italia 2008, con le scalate del Manghen e dell'arrivo di Pampeago. La prima, per la vittoria di tappa, ha visto un super Sella nettamente più forte di tutti i compagni di fuga cui il gruppo ha concesso un generoso vantaggio. La seconda invece, tra i big della classifica, si è accesa solo negli ultimi 4 km ed ha riscoperto in Menchov, piuttosto imprevedibilmente, il più forte, l'unico in grado di proporre un'azione degna di questo nome. Anche Simoni, Riccò, Pellizotti si sono difesi molto bene, mentre gli Astana, Di Luca e Savoldelli hanno faticato un po' più del previsto. I distacchi comunque sono stati piuttosto contenuti, poco più di 1 minuto tra Menchov e Savoldelli, primo ed ultimo dei favoritissimi, e domani con la tappona dolomitica ci sarà l'opportunità di scavare solchi ben più pesanti. Una tappa cui arriverà in rosa Gabriele Bosisio, che dopo la resa di Visconti ha approfittato del vantaggio acquisito in classifica nella tappa di Pescocostanzo per vestire i colori del primato, pur essendo arrivato oggi in ritardo. La corsa ha visto dalle prime alture veronesi svilupparsi la fuga che ha segnato la giornata. Una bella azione, con corridori forti, tra cui Sella (CSF), Bettini (Quickstep), Rujano (Cd'Epargne) e Kyrienka (Tinkoff). Il drappello ha guidato compatto fino alla Valsugana, con il gruppo che non ha aumentato di molto le cadenze. Con la solita generosità Sella ha mollato gli ormeggi appena iniziata la lunga scalata del Passo Manghen, una ventina di km, e se ne è andato da solo, mentre il gruppo è stato guidato per un po' dagli uomini di Simoni ma poi si è assopito con un ritmo che ha permesso a Sella di mettere via minuti su minuti. Alla vetta così il piccolo scalatore ha potuto contare in 11 i minuti di vantaggio sul gruppo, con gli ex compagni di fuga, molto meno abili di lui in salita, sparpagliati in un vano inseguimento. Il gruppo si è riattivato solo a pochi km dall'imbocco della salita finale verso Pampeago, sollecitato dal ritmo della LPR. La corsa vera però è iniziata solo a 4 km dal traguardo, dove le pendenze si sono fatte costantemente sul 10% ed oltre e mentre Sella già era prossimo a completare vittoriosamente la sua giornata tutta in fuga. E' stato Simoni (Diquigiovanni) a farsi avanti per movimentare la corsa, mettendo subito alle corde Leipheimer (Astana) e Savoldelli (LPR). Niente scatti da parte del trentino, ma ritmo sostenuto che ha sfilacciato il gruppo. La cosa più bella però, inaspettatamente è venuta da Menchov (Rabobank), che ad un paio di km dal traguardo si è esibito in una progressione formato Vuelta con gli altri che sono rimasti di sasso. Simoni è rimasto ad inseguire, mentre anche Di Luca (LPR), Kloden e Contador (Astana) hanno dovuto piegarsi. Anche Riccò (Saunier Duval) ha faticato enormemente e gli scatti delle altre tappe si sono rivelati per lui una chimera quest'oggi. Il giovane modenese però ha tirato fuori il carattere riagguantando Simoni, un ottimo Pellizotti (Liquigas) ed il sorprendente Van den Broeck (Silence) nelle ultime battute, ad una manciata di secondi da Menchov. Anche Bruseghin (Lampre) è risalito bene nelle ultime fasi, mentre poco convincente resta la prova degli Astana, a conferma che effettivamente la loro preparazione non è stata ottimale, e di Di Luca, che non ha la competitività dell'anno scorso. Domani, con la grande tappa che esalta le Dolomiti, ne sapremo di più, per ora di assodato c'è che in questo Giro non sembrano esserci fenomeni, tutti i big aspettano, si studiano, hanno timori e dubbi, e per fortuna a garantire lo spettacolo ci sono Sella e compagnia. Se a questo punto però dovessimo scommettere un euro lo faremmo su Simoni. DICHIARAZIONI Alberto Contador: "Non è stata una grande giornata. Già dalle prime due salite, che non erano GPM, il ritmo è stato sostenuto ed ho un patito per l'allergia. Dal Manghen mi sono sentito un po' meglio, ma non sono comunque riuscito a tenere il passo dei primi. Nell'ultima salita ho capito che la mia forma non è ottimale, come è normale che sia visto che non ho fatto una preparazione adeguata. I miei rivali sono andati forti nel finale, ma non ho perso tantissimo. Era una salita molto, molto dura. Ora sono a 5 secondi dalla maglia rosa, proseguirò così, pensando sempre giorno per giorno. Conto di recuperare ed avere giorni migliori, ma non sono preoccupato. Spero vada tutto bene, altrimenti, come dico dall'inizio del Giro, sarà ok ugualmente" Riccardo Riccò: “Non è andata come sognavo, ma in fondo non posso lamentarmi, perché degli uomini di classifica, soltanto Menchov mi è stato davanti di una decina di secondi. Purtroppo questa mattina mi sono alzato un po’ raffreddato e, per gran parte della notte, la tosse non mi ha fatto riposare. Ho avuto difficoltà respiratorie per tutta la corsa e, ovviamente, i nodi sono venuti al pettine nell’ultima salita, dove non sono riuscito a spingere come avrei voluto. A parziale consolazione il fatto che neppure i miei avversari mi sono sembrati brillantissimi. A parte Menchov e Pellizotti, Simoni mi è rimasto dietro, Di Luca è arrivato ad una ventina di secondi e Kloden ad un minuto. Lo stesso Contador ha perso terreno, arrivando al fianco di Piepoli, che stavolta, come avete visto tutti, non era al meglio. Lo spagnolo deve rendersi conto che le salite che ci sono al Giro, al Tour non esistono. Comunque, mi pare che la classifica non sia affatto male. Siamo ancora tutti lì, come se il Giro cominciasse oggi”. Leonardo Piepoli: “Non sono andato come avrei voluto, ma non fondo chiudere alla ruota di Contador non è un risultato da disprezzare. Purtroppo avverto ancora un po’ di dolore al costato e, quando mi alzavo sui pedali per spingere, il movimento non era fluido come sempre. Mi spiace non essere stato al fianco di Riccò nelle fasi conclusive della tappa, ma mi pare che Riccardo si sia comunque difeso alla grande, pagando solo da Menchov che, oggi più che mai, mi sembra il vero favorito di questo Giro”. “Siamo al settimo cielo per
quel che ha fatto oggi Kiryenka – dice l’ammiraglio Maini- in una tappa
così difficile e importante. Ci abbiamo creduto fin dalla partenza e
avevamo raccomandato ai nostri ragazzi Eusebio Unzue, DS Caisse d'Epargne: "Ci siamo confermati una squadra tra le più forti mettendo tre uomini nella fuga decisiva. Fran Perez ha lavorato molto per permettere a Rodriguez e Rujano di giocarsi le loro carte. Purtroppo quando è partito Sella c'è stato ben poco da fare. Dall'inizio del Giro ci mettiamo in tutte le fughe importanti, purtroppo non c'è verso di ottenere una vittoria. Spero che da qui alla fine del Giro si riesca ad ottenere un successo di tappa" Classifica di tappa
Classifica generale
Classifica a punti Maglia ciclamino
Classifica GPM Maglia verde
Classifica giovani Maglia bianca
Alessandro
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