Ciclismo, Giro d'Italia 2008 14° tappa: Verona - Alpe di Pampeago 195 km - Giro d'Italia

Giro d'Italia 2008 fa parte di
www.grandeciclismo.net 

 

Menu principale

Home
Le tappe
Le salite
Cerca


Rivista mensile
Per info e abbonamenti (21 € annui) info@ciclismoillustrato.it 

14° tappa: Verona - Alpe di Pampeago 195 km Stampa E-mail
Ultimo aggiornamento ( giovedì 03 aprile 2008 )
 
Scritto da Administrator, 03-03-2008 14:53
Pagina vista 3824    

E' sabato 24 maggio che il Giro d'Italia 2008 fa la sua conoscenza con le vere, grandi salite dopo le colline proposte quest'anno dagli Appennini. Lo fa con una tappa che negli ultimi 50 km presenta due salite bellissime, Manghen e Alpe di Pampeago, e che sarà il primo, vero giudizio sulle ambizioni e sulle possibilità dei campioni verso la conquista della maglia rosa. Molto probabilmente non sarà la tappa che farà più selezione, quella dove poter scavare minuti e minuti, ma darà senz'altro una bella scossa alla classifica e delineerà quello che potrà accadere nell'ultima settimana.

Scarica tutte le cartine 

Il percorso - Si parte da Verona, città che ha un rapporto speciale con il ciclismo, avendo ospitato tante tappe importanti del Giro (ricordiamo la crono decisiva di Moser nell'84) e due edizioni dei Mondiali, entrambe vinte da Oscar Freire nel '99 e nel 2004. Da Verona la tappa risale verso nord affrontando due salitelle: Cerro Veronese, paese natale di Damiano Cunego, e Fosse. Su questi dislivelli potrebbe prendere corpo una fuga di uomini fuori classifica e di gregari di coloro che vorranno fare corsa dura ed attaccare eventualmente già sul Manghen. Il fondovalle della Val Lagarina che segue alle salitelle sembra l'ideale per poter dare spazio ad una fuga del genere. Una nuova salitella si incontra all'ingresso in Trentino, Vigolo Vattaro, dopo poco più di 100 km. Dopo lo scollinamento ancora qualche km di fondovalle in Valsugana e poi i big dovranno farsi avanti per iniziare nelle prime posizioni il Passo Manghen. Questa è una delle salite più selettive delle Alpi: sono ben 23 km, tutti duri, e con gli ultimi 6 che resteranno nelle gambe con la loro pendenza costante sempre al 10%. Se ci fosse una buona andatura potrebbero arrivare in cima non più di una decina di corridori; se ci dovesse essere battaglia aperta, specie con brutto tempo, i distacchi si farebbero già importanti. Dalla vetta si scende in 16 km verso la Val di Fiemme. Breve risalita e falsopiano (unico punto in cui un eventuale attaccante potrebbe sfruttare un compagno lanciato in fuga al mattino) e poi a Tesero l'arrampicata finale all'Alpe di Pampeago. Questa è una salita molto diversa al Manghen: più breve, ma con pendenze da muro. La salita all'Alpe sono quasi 8 km, i primi 4 più miti ma pur con pendenza media sul 7-8%, poi dove si incontra il bivio per il passo Lavazè, la strada si inerpica per altri 4 km con pendenze che fanno male. Da qui all'arrivo i muri dell'Alpe sono sempre tra il 10 e il 16% e per uno scalatore puro è terreno perfetto. Se sul Manghen la situazione fosse stata di migliori tutti assieme, gli scatti a Pampeago inizieranno lì, a 4 km dall'arrivo. Anche se 4 km sembrano pochi, su un terreno così duro è pur sempre abbastanza per scavare distacchi anche superiori al minuto, e molto di più se qualcuno dovesse avere delle difficoltà importanti perchè questa è una salita che non concede di bluffare. Una curiosità: dal punto d'arrivo la strada di Pampeago prosegue sullo sterrato per altri 3 km portandosi fino ai quasi 2000 metri del Passo di Pampeago che scende poi in Val d'Ega. 

La storia - L'Alpe di Pampeago è legata a doppio filo a Marco Pantani. Del resto per una salita nata ciclisticamente negli anni Novanta è ovvio che sia così. Nel 1998 il Pirata duellò con Pavel Tonkov su queste pendenze durissime, cercando invano di staccare il russo. Pantani aveva appena conquistato la sua prima maglia rosa affossando Zuelle nel tappone dolomitico del Sella e della Marmolada (fuga con Beppe Guerini vincitore di tappa) e nella tappa di Pampeago cercò di stroncare anche Tonkov, ma trovò una resistenza accanita del russo che si aggiudicò la tappa in un arrivo a due. La resa dei conti fu solo rimandata a Plan di Montecampione dove Pantani mise il sigillo sul Giro con un'azione memorabile. Pampeago tornò ancora nella geografia del Giro nel '99 e Pantani fu protagonista assoluto con una delle sue giornate più straordinarie. Il Pirata staccò tutti con la sua serie di scatti lasciando ad oltre un minuto un emergente Simoni ed oltre 3' Savoldelli. Per dare una giusta dimensione di quello che fece Pantani quel giorno bisogna ricordare che in 9 km di salita solo 4 corridori riuscirono a stare sotto i 2 minuti e mezzo di distacco dal Pirata. Le pendenze ostiche dell'Alpe di Pampeago hanno esaltato Pantani che su una salita del genere si trovava sul suo terreno migliore. L'ultima volta che si è arrivati lassù è stato nel 2003: quella volta fu Simoni a dare il colpo vincente staccando tutti ed in particolar modo Garzelli, che in quel Giro era partito fortissimo. 

Il territorio - Verona, sede di partenza di questa prima tappa alpina, città di cultura e arte, si sviluppa sul corso dell'Adige. Antecedente ai romani fu da questi valorizzata ed abbellita, come testimonia la splendida Arena, ora prestigioso teatro all'aperto per concerti. Anche i signori di Verona, i Della Scala, e più tardi i veneziani, contribuirono ad arricchire la città. Il salotto dei veronesi è Piazza Bra, che raccoglie tutta quell'aria aristocratica, romantica e ferma nel tempo che anche l'Adige e i luoghi di Romeo e Giulietta danno alla città. Dopo aver lasciato Verona il percorso si snoda risalendo le Prealpi venete verso la Lessinia (Parco Regionale istituito nel 1990). Dopo aver scavalcato Cerro Veronese e Fosse si giunge in Val Lagarina e si entra in Trentino. In Val Lagarina, vicino a Rovereto, si possono osservare le orme dei dinosauri lasciate 200 milioni di anni fa. La terza salita di giornata, Vigolo Vattaro, ci porta in Valsugana. I laghi di Caldonazzo e Levico sono tra i segni caratteristici di questa zona valliva, verde e boscosa che si fa poi più incombente a Borgo Valsugana dove il tracciato guarda al Passo Manghen. Il nome del passo deriva dalle carrucole, i manghen appunto, che erano usati per trasportare a valle i tronchi degli alberi. Il Manghen si trova nel gruppo del Lagorai e ci porta in Val di Fiemme. Questa Valle, già sotto il dominio dei vescovi di Trento, è una delle più note e frequentate dell'intero arco alpino ed ha un fiorente artigianato del legno. Da Molina di Fiemme si prosegue in fondovalle per Cavalese, sede d'arrivo della Marcialonga, la celebre maratona di sci, e quindi per Tesero, ultimo paese prima della scalata all'Alpe di Pampeago.

 

Quote this article in website Favoured Print Send to friend Related articles Save this to del.icio.us

Commenti utenti (0) File RSS dei commenti

Nessun commento postato

Aggiungi il tuo commento



mXcomment 1.0.6 © 2007-2009 - visualclinic.fr
License Creative Commons - Some rights reserved
< Prec.

Pronostici

21° tappa Milano, crono: Puntiamo su Bruseghin, poi Contador. Come outsider Pinotti, Savoldelli, Millar

© 2009 Giro d'Italia
Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL. JoomSEF SEO by Artio (http://www.artio.net) - databases, information system and web applications