| Scritto da Administrator, 16-04-2008 14:56 |
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L'indomani del tappone dolomitico arriva una prova per certi versi inedita: una cronoscalata su una parete da free-climbing. Solo così infatti si può definire il Kronplatz, il Plan de Corones dove si concluderà la fatica inumana che attende i girini. Plan de Corones è la famosa e inedita salita che sarebbe dovuta essere sede d'arrivo di tappa nel 2006, quando una tempesta di neve costrinse l'organizzazione a spostare il traguardo più in basso, al Furcia, dove vinse Leonardo Piepoli. Sarà una tappa attesa, molto particolare, uno spettacolo difficile da catalogare perchè una cronometro in salita non è sempre ben vista dal pubblico, ma che data l'unicità di questa scalata creerà certamente curiosità. Sarà un passaggio importante per il Giro, ma non è detto che sia fondamentale: spesso su pendenze così estreme le differenze si appiattiscono e tutto potrebbe anche risolversi con i favoriti racchiusi in uno spazio abbastanza limitato.
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Il percorso - E' abbastanza semplice da descrivere, vista l'esiguità chilometrica. In pratica si tratta di scalare il Passo Furcia e dalla vetta di questa salita, proseguire per la stazione sciistica del Plan de Corones con poco più di 5 km assolutamente incredibili. Da fare in bicicletta invece è un po' meno semplice. La partenza è a San Vigilio di Marebbe, e i primi 3-4 km sono in lieve ascesa ed inviterebbero al rapporto e alla velocità. Invece sarà importante partire abbastanza guardinghi e salvare la gamba perchè più avanti ce ne sarà bisogno eccome. Dopo aver superato il bivio per Pieve di Marebbe la salita che porta al Passo Furcia si materializza con pendenze accentuate anche se piuttosto regolari. Da qui per i successivi 5 km che portano in cima al Furcia la strada si impenna per lo più al 9-10% con qualche puntina più impegnativa ed una manciata di bei tornanti. Una signora salisa, quindi, ma nella regola. Arrivati ai 1789 metri del Passo Furcia mancano ancora poco più di 5 km per andare al traguardo e il percorso si inventa una strada che è un sentiero da sci: il fondo stradale diventa non più asfaltato ma di un impasto compatto e duro che dovrebbe garantire una buona scorrevolezza. Nè asfalto nè sterrato, quindi, sul Plan de Corones. Questi 5 km abbondanti che portano al Plan sono caratterizzati da pendenze molto discontinue. Il primo tratto è durissimo, 1 km intorno al 13%, poi un tratto leggermente più facile, un'altra rampa sopra il 10% ed un piccolo piano prima dell'ultimo km che è il più difficile. Qui la pendenza è sul 15% con una rampa al 24% ed il rischio di piantarsi e dover spingere la bici non è campato in aria. L'importante sarà aver ben chiare le caratteristiche della salita, saper distribuire bene lo sforzo e tenere un ritmo regolare. Come detto a volte su salite così al limite come pendenza i valori si appiattiscono e quindi si potrebbe avere una situazione con i big molto ravvicinati, ma se qualcuno distribuisse male le energie e si piantasse drammaticamente negli ultimi km allora la musica potrebbe cambiare.
Il territorio San Vigilio di Marebbe, sede di partenza della cronoscalata,
è un paesino posto in una valle laterale della Val Badia, nel cuore delle
Dolomiti altoatesine. Anticamente abitata da popolazioni
retiche, la zona fu assoggettata da Roma
nel 15 AC. La mescolanza delle lingue
forgiò il ladino, ancora oggi lingua
parlata non solo qui ma anche nelle altre
valli dolomitiche, in zone del Friuli e
della Svizzera.
San Vigilio è il capoluogo del
comune di Marebbe, che comprende anche altri piccoli centri sparsi, come
Longega (da dove inizia la scalata al passo delle Erbe), Pieve di Marebbe e
Rina. San Vigilio si presenta come un tipico borgo di montagna, con le sue case
di legno, una chiesetta barocca, e tutt’intorno boschi e prati. Il paese ha
vocazione fortemente turistica grazie al comprensorio sciistico di Plan de
Corones che fa parte del Dolomiti Superski e al vicino parco naturale
Fanes-Seies-Braies. Il parco protegge il territorio situato tra Marebbe e Cortina,
una bellissima zona alpestre ricca di laghetti, vette frastagliate e sentieri
da percorrere in mountain bike. Molto interessanti anche le tracce della Grande
Guerra, mentre per gli amanti degli animali ci sono da osservare l’aquila
reale, lo stambecco, il camoscio, la marmotta. Infine sono numerose le grotte,
oltre 200, e rinomate le produzioni di formaggi e salumi, come il famoso speck.
San Vigilio di Marebbe è anche il paese di due grandi campioni dello sci, i
fratelli Manfred e Manuela Moelgg.
La storia Il Passo Furcia è noto per una famosa tappa piuttosto recente: era il
2004, l’anno di Cunego, e su questa salita il campione veronese mise il mattone
più importante per costruire il suo Giro d’Italia. La Saeco aveva mandato in
avanscoperta Mazzoleni e Tonti, poi sul Furcia tentarono l’attacco Simoni e
Cunego, ma mentre il primo venne stoppato dagli avversari, Cunego riuscì ad
evadere, raggiungere i compagni di squadra e farsi trascinare per tutto il
fondovalle. A Falzes, poi, Cunego arrivò tutto solo rimettendo le mani sulla
maglia rosa che non avrebbe più lasciato. Plan de Corones invece non ha una
storia: nel Giro 2006 si sarebbe dovuti arrivare fin lassù, ma l’inclemenza del
tempo, con neve e vento forte, non consentì alla carovana di effettuare questa scalata
inedita. L’arrivo fu spostato in cima al Furcia, dove arrivarono insieme Basso,
in maglia rosa, e Piepoli, che vinse la tappa.
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