| Scritto da Administrator, 28-04-2008 14:17 |
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Siamo al terzultimo atto del Giro d'Italia 2008 ma la corsa ha ancora molto da offrire. Venerdì 30 maggio c'è infatti questa interessante tappa con arrivo in salita al Monte Pora, in attesa di scalare il giorno successivo il Mortirolo (e non solo) e di chiudere con la crono milanese. Un finale intenso quindi, che può ribaltare gli esiti che il Giro ha scritto in due settimane e mezzo. Questa tappa bergamasca non è propriamente un tappone ma presenta un percorso molto bello, ricco di difficoltà e che si presta anche ad attacchi a sorpresa. La lunga discesa del Vivione, per esempio, può essere terreno per Savoldelli, che conosce come nessuno queste strade, e le due salite finali in rapida sequenza possono fare spettacolo e selezione. Da valutare però anche il fatto che questa tappa è alla vigilia del temutissimo tappone con Gavia e Mortirolo e questo potrebbe consigliare qualcuno a stare un po' più abbottonato.
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per gentile concessione RCS Sport
Il percorso - I primi 150 km sono assolutamente pianeggianti e attraversano la Brianza per portarsi verso Bergamo e quindi verso il lago d'Iseo. In questa fase potrà svilupparsi una fuga di cacciatori di tappa fuori classifica, uomini che mirano ai punti della maglia verde e soprattutto sarà interessante vedere se si muoverà qualche gregario di uomini di classifica intenzionato ad attaccare sulla salita o sulla discesa del Vivione. A Forno Allione la tappa entra nel vivo: si scala il Passo del Vivione, una salita che ha nella lunghezza e nella costanza delle pendenze le difficoltà maggiori. Dopo un inizio abbastanza morbido la salita si assesta su pendenze che restano quasi sempre sull'8-9% nella seconda parte. Complessivamente il Vivione è lungo ben 20 km con una pendenza media del 6,6%. Difficilmente qui i big si muoveranno, ma ci sarà una certa selezione, perchè la salita è lunga ed impegnativa e qualcuno che ha in animo di attaccare più avanti potrebbe cercare di indurirla ulteriormente facendo ritmo con la squadra. Dalla vetta c'è una lunga discesa verso Schilpario e Dezzo di Scalve che presenta una prima parte ripida e ricca di tornanti seguita da un falsopiano piuttosto lungo, circa 6 km, e da una nuova picchiata verso Dezzo. Savoldelli potrebbe attaccare ad inizio discesa e sfruttare un eventuale uomo inserito nella fuga del mattino, nel tratto centrale in falsopiano. Da Dezzo in pratica non c'è più pianura e quindi da qui un uomo forte potrebbe anche tentare l'avventura solitaria. Si risale subito a superare il dislivello di Vilminore di Scalve, ormai a 30 km dall'arrivo e si ridiscende a Castello, dove inizia la sequenza finale Presolana - Monte Pora. Da qui ci sono ancora 16 km: i primi 4,7 salgono alla Presolana, una salita breve ma che soprattutto nella prima parte è molto ostica. I primi 2 km sono i più duri, con pendenze quasi sempre sopra al 10% e qui potrebbero esserci gli scatti dei più forti. La salita si ammorbidisce poi nel finale per portare ad uno scollinamento abbastanza agevole e ai successivi 4 km in picchiata verso Bratto. Attraversamento del paese e quindi subito l'attacco alla salita finale, quella del Monte Pora. Un'altra salita non molto lunga, circa 6 km, e con pendenze più limitate rispetto alla Presolana. Anche qui il tratto più impegnativo è il primo, poi negli ultimi 2 km la salita spiana decisamente su pendenze del 4-5%. Cosa può succedere? Ci aspettiamo un attacco di Savoldelli nella discesa del Vivione e visto il percorso del finale potrebbe essere una mossa molto importante e difficile da parare. Se qualcuno degli altri big vuole fare la differenza può provare soprattutto sulla Presolana, mentre sul Monte Pora crediamo che difficilmente si potrà fare una grossa selezione. Comunque bisogna sempre tenere presente che siamo a fine Giro, che il chilometraggio è ampio, che c'è possibilità di attaccare senza aspettare l'ultima salita e tutte queste variabili possono rendere più dura la tappa e creare distacchi più ampi di quanto non possa dire la cartina.
La storia - Questo territorio è stato lo scenario di una tappa celebre di un Giro piuttosto recente, quello del 2004. Tra Vivione e Presolana andò in scena la disputa a distanza tra il capitano detronizzato Simoni e il giovane scudiero ormai in maglia rosa Cunego. Quest'ultimo era reduce da un Giro strepitoso, iniziato da gregario di Simoni, e proseguito in maglia rosa sull'onda di quattro successi di tappa. Clamoroso quello di Bormio 2000, con una sonora arrabbiatura di Simoni contro il giovane compagno, reo di non avergli lasciato il successo di tappa. Sulla scia di questo diverbio all'indomani Simoni non esitò a lanciarsi in fuga sulle prime rampe del Mortirolo insieme a Garzelli e Valyavec. L'imbarazzo in casa Saeco per quella fuga fu evidente: il capitano designato alla vigilia in fuga contro il compagno di squadra in maglia rosa. L'azione di Simoni andò avanti sul Passo del Vivione e quindi sulla Presolana, dove si concludeva la tappa, vinta da Garzelli sul trentino, ma Cunego si salvò senza grandi affanni trovando sulla strada l'aiuto di Honchar, voglioso di salvare il suo secondo posto dall'attacco di Simoni.
Il territorio - Legnano, nell'Alto Milanese, è la sede di partenza della tappa. Ciclisticamente è nota per la tradizionale Coppa Bernocchi, corsa dedicata ad un importante industriale tessile leganese dei primi decenni del Novecento, il Cavalier Antonio Bernocchi. Passando alla storia, invece, a Legnano si combattè una famosa battaglia che vide le truppe della Lega Lombarda sconfiggere l'imperatore Federico Barbarossa nel 1176. Nella battaglia si distinse la Compagnia della Morte del condottiero Alberto da Giussano: in piazza Monumento si trova la statua che gli è stata dedicata e che è stata poi ripresa anche nel simbolo del partito della Lega Nord. La principale attrazione artistica di Legnano è comunque la Basilica di San Magno, una bella costruzione cinquecentesca. La corsa si muove nell'alto milanese in direzione di Bergamo, che raggiungiamo dopo circa 60 km. Terra di grandi ciclisti, Bergamo, ha
gran parte del suo fascino nella Città Alta, la parte medioevale. Le
imponenti fortificazioni ne facevano una vera fortezza inespugnabile,
mentre le sue piazze, su tutte piazza Vecchia, sono contornate da eleganti
palazzi. La Città Alta si può raggiungere anche attraverso gli
scorlazzini, le scalinate che partono dalla città moderna.
Nella città bassa spicca il Sentierone, la grande via che ne costituisce l'asse principale. Da Bergamo si prosegue verso la punta settentrionale del Lago d'Iseo, che vanta la più grande isola lacustre d'Italia, Monte Isola. Lovere, sulle sponde del lago, è un centro molto signorile con un centro storico che conserva diverse torri ed un lungolago punteggiato di belle ville. Dopo aver superato anche Darfo Boario Terme, sull'Oglio, il percorso prosegue ancora in Val Camonica: a Capo di Ponte si trova il Parco Nazionale delle
Incisioni Ruprestri Naquane, che
racchiude in circa 30 ettari la parte più
cospicua dei celebri graffiti della Val Camonica. Si tratta di circa un centinaio di rocce, alcune delle quali, le più grandi, sono cesellate da centinaia di figure di scene di caccia, animali, scene di culto... Dalla Val Camonica inizia la salita verso il Passo del Vivione che ci porta in Val di Scalve, il cui centro principale è Vilminore. La sede d'arrivo, Monte Pora, è un massiccio tra Val Seriana e Val Camonica, una stazione di sport invernali in crescita.
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