| Scritto da Administrator, 28-01-2008 15:06 |
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Se
rovesciate una classifica, se partite dal fondo, c’è sempre un nome che spicca,
degno di nota, quello dell’ultimo: è il “fanalino di coda” o, ciclisticamente,
la Maglia Nera.
Di sicuro costui non è mai il migliore dei peggiori, non è
certo la “pecora nera del gruppo”. L’ultimo è comunque un atleta che si piazza,
è rimasto in gara faticando per aiutare il suo capitano e ha superato anche le
insidie del “tempo massimo”. Là dove la disciplina non si basa su una sfida a
due, lo sport prevede sempre una nutrita graduatoria con un podio, tanti atleti
piazzati e uno solo all’ultimo posto. Non a caso Eddy Merckx, un vincente per
antonomasia, sanciva così l’importanza di tutti gli avversari: “Se corressimo in
pochissimi, i più bravi, nessuno verrebbe ad applaudirci. E ricordate: il
ciclismo vive anche di gente che va in fuga quando non l’aspetti e talvolta
arriva in fondo”.
Proprio
per valorizzare gli ultimi – affiché evangelicamente ‘diventino i primi’ - il
Giro d’Italia nel 1946 si diede
la Maglia Nera, come simbolo
identificativo dell’ultimo in classifica. Non c'era la tivù,
solo la radio narrava le imprese dei ciclisti sollecitando in chi ascoltava le
migliori suggestioni. Tra queste gli epici duelli di chi gareggiava per quel
simbolo,
la Maglia
Nera. Colui che, più di ogni altro, consacrò l'espressione e
interpretò al meglio il ruolo fu Luigi Malabrocca, corridore tortonese, classe
1920, tutto tranne che un brocco (vinse 15 corse da professionista): ultimo nel
Giro
1946 a 4 ore 9'
34'' dal vincitore Bartali, ultimo nel
1947 a 5 ore 52'
50'' da Coppi, penultimo nel
1949 a 7 ore
47'26''0 da Coppi, non centrò il tris perché fu superato da Carollo - arrivato a
9 ore 57'07'' - solo perché i commissari non attesero l’arrivo di tutti i
corridori.
In pochi anni i duelli
per la Maglia Nera produssero eccessi in serie, trucchi e stratagemmi
per rimanere attardati, con corridori che si nascondevano e giudici di
gara che non li potevano sanzionare. L’unico spauracchio era il “tempo
massimo” che li avrebbe tolti di corsa. L’ultimo ad aggiudicarsi la
Maglia Nera fu Giovanni Pinarello, nel 1951, poi fu eliminata, in forza
delle rimostranze degli stessi corridori che non accettavano le
“pagliacciate” e desideravano tutelare la loro immagine. Mai più fu
attribuita una maglia per l’ultimo in classifica, ma l’espressione è
rimasta, è entrata stabilmente nel linguaggio comune: oggi si legge di
“Italia maglia nera delle Borse europee” ma anche di “Usa, Inghilterra,
Russia, Cina maglia nera per la privacy”.
La Maglia
Nera ora si modernizza e
diventa Numero Nero: gli organizzatori di Rcs Sport e de “La Gazzetta dello
Sport” lo propongono - ne hanno concordato le mosse con Amedeo Colombo,
presidente dell’Associazione Corridori - in quanto numero ufficiale di gara,
bianco su fondo nero già dalla prossima edizione (10 maggio-1 giugno 2008) a
connotare l’ultimo in classifica. Sui numeri colorari c’è un precedente
illiustre: nel 2006 era stato istituito, per festeggiare i 110 anni de “La
Gazzetta dello Sport”, il
Numero Rosa che premiava il
corridore più valido nello speciale graduatoria dei traguardi Gazzetta 110.
Il
Numero Nero premierà giorno dopo giorno l’ultimo in classifica, lo renderà
riconoscibile, ma non si accompagnerà a premi significativi che potrebbero, in
breve, distorcerne la finalità: quella di valorizzare un ruolo scomodo ma
significativo perché l’ultimo in classica fatica come gli altri o magari di più
perché aiuta il suo capitano oppure perché, malconcio, vuol portare ugualmente a
termine
la corsa.
Gli ultimi hanno una precisa dignità, sempre da tutelare.
GLI ULTIMI
CLASSIFICATI DI OGNI GIRO (IN NERETTO LE MAGLIE NERE, DAL 1946 AL
1951)
1909 Giuseppe
PERNA
1910 Umberto
TURIONI
1911 Antonio
ROTONDI
1912 Solo classifica a
squadre
1913 Mario
LONATI
1914 Umberto
RIPAMONTI
1919
Francesco
MARCHESE
1920 Nicolò DI
BIASE
1921 Andrea
CAZZANIGA
1922 Roberto
VALPREDA
1923 Giusto
SCHERIL
1924 Telosforo
TENAGLIA
1925
Luigi
BRIVIO
1926
Davide
CHIESA
1927 Paolo
BALDIERI
1928 Giuseppe
BORGHI
1929 Giuseppe
BORGHI
1930 Giovanni
CARNIELLI
1931 Alberto
MONGIANO
1932 Tullio
VINCENTI
1933 Ettore
MEINI
1934 Attilio
PAVESI
1935 Oreste
BOCCACCIA
1936 Vito
LIPPOLIS
1937 Elio
MALDINI
1938 Werner HUBER
(Svi)
1939 Serafino
SANTAMBROGIO
1940
Francesco
ALBANI
1946 Luigi
MALABROCCA
1947 Luigi
MALABROCCA
1948 Aldo
BINI
1949 Sante
CAROLLO
1950 Mario
GESTRI
1951 Giovanni
PINARELLO
1952 Renzo
ZANAZZI
1953 Hein VAN BREENEN
(Ola)
1954 Hortensio
VIDAURRETA (Spa)
1955 Georges DECAUX
(Fra)
1956 Angelo
COLETTO
1957 Angelo
PISCAGLIA
1958 Charles COSTE
(Fra)
1959 Antonio
ULIANA
1960 Tonino
DOMENICALI
1961 Augusto
MARCALETTI
1962 Fedele
RUBAGOTTI
1963 Giuseppe
TONUCCI
1964 Dino
BRUNI
1965 Vittorio
POLETTI
1966 Paolo
GELLI
1967 Lucillo
LIEVORE
1968
Giuseppe
POLI
1969 Mario
BETTAZZOLI
1970 Virginio
LEVATI
1971 Lucillo
LIEVORE
1972 Piero
SPINELLI
1973 Rodolfo
ONGARATO
1974 Ercole
GUALAZZINI
1975 Franco
CALVI
1976 Giovanni
COLPO
1977 Ignazio
PALEARI
1978 Pietro
ALGERI
1979 Bruno
ZANONI
1980 Giuliano
CAZZOLATO
1981 Stephan
SCHROEPFER (Ger)
1982 Enea
MONTANARI
1983 Claudio
GIRLANDA
1984 Greg SAUNDERS
(Usa)
1985 Patrizio
GAMBIRASIO
1986 Daniele
ASTI
1987 Dante
MORANDI
1988 Dante
MORANDI
1989 Patrizio
GAMBIRASIO
1990 Alessio DI
BASCO
1991 Endrio
LEONI
1992 Eros
POLI
1993 Stefano
GIRALDI
1994 Jurgen WERNER
(Ger)
1995 Roberto
PELLICONI
1996 Francisco CEREZO
(Spa)
1997 Marco Antonio DI
RENZO
1998 Marco Antonio DI
RENZO
1999 Hendrik
VAN DYCK (Bel)
2000 Bradley
McGEE (Aus)
2001 Michele
COPPOLILLO
2002 Eddy
SERRI
2003 Salvatore
SCAMARDELLA
2004
Corrado
SERINA
2005 Russel VAN HOUT
(Aus)
2006 Carl NAIBO
(Fra)
2007 Oscar
GATTO
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