Ciclismo, Giro d'Italia 2008 Le pagelle - prima parte - Giro d'Italia

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Le pagelle - prima parte Stampa E-mail
Ultimo aggiornamento ( lunedì 02 giugno 2008 )
 
Scritto da Administrator, 02-06-2008 05:18
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Nella foto Bruseghin complimentato all'arrivo di Milano - Bettiniphoto 

A conclusione del Giro iniziamo con le nostre valutazioni sulla corsa. Prima di passare alle pagelle vere e proprie facciamo un paio di considerazioni generiche: intanto è stato un bel Giro, con grandi corridori, un bel percorso, tanta incertezza, bei personaggi, molti giovani e la sensazione di aver visto una corsa molto pulita. La seconda è che la nota saliente di questo Giro è stata la poca consistenza di alcune squadre con uomini di classifica: la Saunier Duval di Riccò è l'esempio più clamoroso (senza Piepoli è stata completamente assente), ma anche la Rabobank di Menchov è risultata debolissima (questo era previsto), la Diquigiovanni di Simoni non ha inciso. Per questo è venuto fuori un Giro particolare, poco controllato e con un'infinità di fughe andate a buon fine. Ecco, se c'è stato un neo in questo Giro, sono mancate le squadre di supporto ai campioni, che con qualche gregario forte avrebbero potuto interpretare la corsa in maniera diversa e più aggressiva, basti ricordare cosa ha potuto fare Di Luca con l'aiuto di Savoldelli e Ermeti nella tappa di Monte Pora, e che i vari Riccò, Simoni, Menchov, Bruseghin non hanno potuto esprimere. 

Ma andiamo con le pagelle: 

ALBERTO CONTADOR - Nonostante l'ilarità di alcuni suoi colleghi era veramente in vacanza quando ha saputo di poter correre il Giro. Chi ha visto il vero Contador tra marzo ed aprile sa bene che quello del Giro non era assolutamente al 100%. Nonostante questo ha vinto alla sua prima partecipazione alla corsa rosa, senza conoscere nessuna salita, nessun percorso, improvvisando contro atleti che si erano preparati appositamente per mesi. Cosa chiedere di più? Ha saputo soffrire, superare i momenti difficili, come sul Giau o a Monte Pora, senza mai scomporsi, gestendosi da campione consumato. Ha finito in grande crescendo tra Mortirolo e crono milanese, mentre gli altri si tenevano in piedi appoggiandosi l'uno all'altro, dimostrando doti di recupero fuori dal normale. E' l'atleta perfetto per i grandi giri e può aprire un'epoca dopo quelle di Anquetil, Merckx, Hinault e Indurain. VOTO 10

EMANUELE SELLA - Un Sella completamente nuovo quello che esce dal Giro 2008. La prima metà sembrava sul copione degli anni scorsi, i passaggi sui GPM, una fuga andata male, un po' di cadute. Poi la metamorfosi dolomitica, con le incredibili fughe di Pampeago e Marmolada per finire con quella di Tirano. E' vero, era fuori classifica e gli è stato concesso spazio per questo, ma ha dimostrato in ogni modo di avere lo stesso passo dei più forti su tutte le salite, con una costanza che non gli si conosceva. Ora arriva il difficile, confermarsi su questi livelli con tutti gli occhi addosso. VOTO 9

RICCARDO RICCO' - L'antagonista più convinto di Contador,  in tutti i sensi, al punto di arrivare a dire che lo spagnolo non ha meritato la vittoria. E' forte Riccò, anche se per ora fa più la differenza sulle salite brevi, vedi le vittorie di Agrigento e Tivoli, che nei tapponi dove non risponde con gli stessi cambi di ritmo fulminanti. Ha fatto vedere un grosso miglioramento, molto più concreto e regolare di un anno fa e vista la giovane età non c'è che da essere ottimisti. La crono resta un tabù, la caduta di Piepoli gli ha tolto il grimaldello giusto per cercare di far saltare il Giro ed il resto della squadra non è stata all'altezza (perchè non hanno portato un Gomez Marchante, un Cobo...?). E' anche un bel personaggio, ma deve capire che a tutto c'è un limite: non può incavolarsi con tutti gli altri corridori quando le cose non vanno come vorrebbe, non solo per una questione morale ma anche perchè questo comportamento che lo rende antipatico a molti colleghi può ritorcersi contro di lui. VOTO 8,5

MARZIO BRUSEGHIN - Una delle facce più belle di questo ciclismo e di questo Giro. La faccia della modestia che viene premiata: alla prima occasione di correre un Giro con i gradi di capitano riesce dove il suo capitano storico, Cunego, aveva fallito tre volte di fila, cioè arrivare sul podio. Con una squadra che non è strutturata per assecondarlo al meglio, fa sfoggio di una meravigliosa semplicità: non risponde mai agli attacchi, si gestisce come meglio non potrebbe e così limita i distacchi a pochi secondi su ogni salita. La crono marchigiana, vincente, gli dà la spinta necessaria a salire sul podio e quella più difficoltosa di Milano lo conferma VOTO 8,5

MARK CAVENDISH - Può sembrare eccessivo mettere un velocista che ha vinto due tappe in mezzo a coloro che hano combattuto sulle salite per venti giorni. Ma questo Cavendish, a dispetto della tripletta di Bennati, è il miglior velocista del Giro perchè impressiona con numeri che esaltano un talento cristallino. In qualche occasione la squadra mostra alcune ingenuità, in altre è lo stesso Cavendish che pecca di inesperienza e così il suo bottino non è superiore. Nonostante questo incorona il compagno Greipel a Locarno, quando avrebbe potuto vincere con una gamba sola, e si fa notare anche per altri gesti di grande sportività durante e dopo le corse VOTO 8

Nella foto la vittoria di Cavendish a Catanzaro - Bettiniphoto 

 

FRANCO PELLIZOTTI - Alla vigilia un 4° posto sembrava molto, molto difficile per Pellizotti, ma a giochi fatti il Delfino di Bibione ha anche qualche rammarico per il podio perso di appena 2 secondi. Tuttavia Pellizotti deve essere soddisfatto, nella comprensibile amarezza del momento, del Giro svolto, in cui ha mostrato sensibili progressi in tutti i campi in cui era debole: più resistenza alla distanza, più regolarità, più personalità. Ha interpretato bene la corsa con la sua Liquigas, una delle squadre migliori forte dell'ossatura che ha accompagnato Di Luca nella scorsa edizione. Certo, la maturità sta arrivando un po' tardi, Franco ha già trent'anni, ma nelle prossime due-tre stagioni è ancora in tempo a raccogliere grandi soddisfazioni VOTO 7,5

DANIELE BENNATI - Tre tappe e la maglia ciclamino, difficile chiedere di più in un Giro che non si concedeva più di tanto ai velocisti. Ma Daniele, pur sverniciato un paio di volte da Cevendish, ha confermato di essere qualcosa in più di un velocista: bravo sul passo, pronto ad inserirsi nelle fughe, senza grandi problemi a superare le salite, può puntare al doppio ruolo di sprinter e cacciatore di classiche. VOTO 7,5

DENIS MENCHOV - Arrivato in Italia con una squadra debole e con qualche dubbio di tutti noi sulle sue reali intenzioni, ci ha fatto ricredere disputando una bella corsa. In salita è stato sempre in bagarre con i migliori, a crono non ha sfondato ma neanche è andato piano, ha pagato a caro prezzo il Plan de Corones al quale si è presentato con un po' di bronchite. Senza quella difficoltà si sarebbe potuto giocare il podio fino all'ultima pedalata. VOTO 7

JURGEN VAN DEN BROECK - Una bella sorpresa. E' uno dei nomi nuovi che emergono dal Giro. E' giovane, sulle grandi salite è rimasto davanti con ottima costanza, a cronometro vanta un'ottima esperienza nelle categorie inferiori. Con queste credenziali si candida ad un ruolo importante nel futuro per i grandi giri, nei quali i belgi latitano da un bel po' VOTO 7

DANILO DI LUCA - Si è capito ben presto che non era il Di Luca solido della scorsa edizione e la scarsa resa a cronometro ne è una prova inconfutabile. La lunga semi-inattività seguita alle vicende da cui è uscito completamente scagionato hanno avuto probabilmente un peso in questo. Nonostante tutto ha dato battaglia vendendo cara la pelle rendendosi protagonista, nella tappa del Monte Pora, di uno degli attacchi più belli del Giro, poi pagato a caro prezzo su Mortirolo e Aprica. Ha tentato il colpo grosso e gli è andata male, ma preferiamo chi fa così piuttosto che chi si accontenta di un anonimo piazzamento VOTO 6,5

PAOLO BETTINI - Così non è arrivata la tanto attesa vittoria al Giro in maglia iridata. Bettini ci ha provato in volata superato da Bennati, sullo strappo di Tivoli dove ha trovato un grande Riccò ed inserendosi in tante fughe che però non l'hanno premiato o per percorsi troppo duri o per qualche problema di bronchite. Ha combattuto con la solita determinazione incrollabile e gli si può imputare solo di essere arrivato alla partenza non in grandi condizioni perdendo il treno delle prime tappe, a lui molto favorevoli. VOTO 6,5

GIOVANNI VISCONTI - Una settimana in maglia rosa può essere l'esperienza ideale per sbloccare il giovane siciliano, reduce da una prima parte d'anno molto incolore. Il talento c'è, a volte sembra non crederci troppo, e deve ancora mescolarci insieme un po' d'altri ingredienti che questo Giro può avergli dato per diventare un grande corridore VOTO 6,5

GILBERTO SIMONI - Forse è stata l'ultima recita del grande Gibo nella corsa rosa. Una corsa d'alto livello, senza gli spunti degli anni d'oro, ma che con costanza sembrava consegnargli un solidissimo posto sul podio. Invece sul più bello è incappato in una crisi di fame e freddo davvero inedita per un corridore attento ed esperto come lui. Ha cercato la rivincita, ma senza successo. Bisogna anche rilevare che la squadra non gli è stata particolarmente d'aiuto nelle tappe più difficili VOTO 6+

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