In foto Emanuele Sella trionfa sul Passo Fedaia - Bettiniphoto
La 15° tappa da Arabba a Passo Fedaia di 153 km vede la seconda impresa
consecutiva di Emanuele Sella che domina la frazione e stacca Pozzovivo e Riccò.
La frazione è micidiale con Passo Pordoi, San Pellegrino, Giau, Falzarego e
Marmolada. Molto attivi Sella, Baliani e Rodriguez che sul Giau sono
battistrada. La lotta nel gruppo è accanita, ma all'inseguimento vanno
solo Nibali e Cuapio che riescono a riprendere i fuggitivi. Poco prima c'è la caduta di
Piepoli che è costretto al ritiro. Sella va via sul Fedaia e vince rivelandosi lo scalatore più forte e più in forma del momento. Nella bagarre degli uomini di
classifica Contador agguanta la maglia rosa dopo una lotta serrata con
Riccò e Di Luca. Crolla la maglia rosa di ieri Bosisio e cedono di schianto anche Savoldelli e Kloeden. Tengono bene Simoni e Menchov, in ritardo ma senza crollare Pellizotti e Bruseghin.
La Classifica Generale vede:
1 Alberto Contador SPA 68h06'43"
2 Riccardo Riccò ITA a 33" 3 Danilo Di Luca ITA a 55" 4 Marzio Bruseghin ITA a 1'18" 5 Denis Menchov RUS a 1'20" 6 Gilberto Simoni ITA a 1'26" 7 Franco Pellizotti ITA a 2'27"
Nella foto Menchov parte in progressione - Bettiniphoto
14° tappa Alpe di Pampeago
C'è stata doppia corsa nella prima tappa di montagna del Giro d'Italia 2008, con le scalate del Manghen e dell'arrivo di Pampeago. La prima, per la vittoria di tappa, ha visto un super Sella nettamente più forte di tutti i compagni di fuga cui il gruppo ha concesso un generoso vantaggio. La seconda invece, tra i big della classifica, si è accesa solo negli ultimi 4 km ed ha riscoperto in Menchov, piuttosto imprevedibilmente, il più forte, l'unico in grado di proporre un'azione degna di questo nome. Anche Simoni, Riccò, Pellizotti si sono difesi molto bene, mentre gli Astana, Di Luca e Savoldelli hanno faticato un po' più del previsto. I distacchi comunque sono stati piuttosto contenuti, poco più di 1 minuto tra Menchov e Savoldelli, primo ed ultimo dei favoritissimi, e domani con la tappona dolomitica ci sarà l'opportunità di scavare solchi ben più pesanti. Una tappa cui arriverà in rosa Gabriele Bosisio, che dopo la resa di Visconti ha approfittato del vantaggio acquisito in classifica nella tappa di Pescocostanzo per vestire i colori del primato, pur essendo arrivato oggi in ritardo.
La tredicesima tappa del Giro d'Italia, che ha portato i corridori da Modena a Cittadella di 192 km, va a Mark
Cavendish che è alla seconda vittoria personale in questo Giro. La frazione vive della fuga
dello spagnolo Agirre e del francese Buffaz iniziata dopo 36 km dal
via. Il percorso è privo di particolari difficoltà, salvo qualche
sporadico rovescio piovoso. In prossimità di Grisignano, dopo 165km,
i due fuggitivi vengono ripresi e come da pronostico si va all'arrivo
in volata. Tempo neutralizzato a 3 km dalla fine e spazio per lo sprint
con un autoritario Cavendish che brucia Bennati. Visconti resta ancora in
rosa ma da domani iniziano le scalate con una tappa di montagna che porta da Verona all'Alpe di Pampeago...ne vedremo delle belle! Sicuramente inizierà una prima selezione e potremo vedere chi davvero può essere in grado di combattere fino alla fine per la vittoria di questo Giro.
Luci ed ombre nel primo Giro d'Italia disputato da
Matteo Priamo, il veneto classe '82 che ha vinto la tappa di Peschici, è vero,
ma è anche stato coinvolto in due brutte cadute: quella di Catanzaro Lido aveva
lasciato soltanto tante botte ed un po' di spavento, quella di ieri verso Carpi,
invece, ha evidenziato - dopo gli esami effettuati nell'ospedale di Carpi a fine
tappa - la frattura del capitello radiale del gomito destro.
«C'è stata una caduta poco avanti a me - spiega
Priamo - e l'impatto è stato inevitabile, vista la velocità che teneva il gruppo
in quel momento. Mancavano 15 km al traguardo e non so sinceramente come abbia
fatto ad arrivare. Sono stati i 15 km più lunghi della mia vita. Mi dispiace
lasciare così - aggiunge il veneto - soprattutto perché domani sarei arrivato a
Cittadella, che dista 10 km dalla mia casa di Riese Pio X, ed avrei avuto un
sacco di amici e tifosi a sostenermi. Ora farò visite più accurate per capire se
c'è bisogno dell'operazione chirurgica o basteranno 30-40 giorni di gesso».
Testa a testa tra Bennati e Cavendish, ma vince il toscano - Bettiniphoto
12° tappa Carpi
Che volata nella bellissima piazza di Carpi! Bennati e Cavendish hanno dato spettacolo in un finale anomalo, senza squadre a lanciare lo sprint, ed in cui la scaltrezza e la bravura dei singoli velocisti è venuta ancora più genuinamente fuori. L'ha spuntata Bennati, ma anche Cavendish si conferma di sprint in sprint un corridore di grandissimo talento.